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Sicurezza sul lavoro Aggiornato al

Valutazione dei rischi psicosociali: come la attuano le imprese

Dal 2013 il carico psichico rientra espressamente nella valutazione dei rischi. Quali ambiti indicano le raccomandazioni GDA e come procedere in pratica.

Da ottobre 2013 la legge sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (Arbeitsschutzgesetz) indica espressamente il carico psichico sul lavoro come fonte di rischi (§ 5 Abs. 3 Nr. 6 ArbSchG). Ciononostante manca in molte valutazioni dei rischi o vi compare solo come titolo. Nelle ispezioni aziendali dell'istituto di assicurazione contro gli infortuni (Berufsgenossenschaft) o dell'ispettorato del lavoro (Gewerbeaufsicht) la cosa salta all'occhio.

Parte della normale valutazione dei rischi

La legge non richiede una valutazione dei rischi separata solo per il carico psichico. Le raccomandazioni della Strategia comune tedesca per la sicurezza sul lavoro (Gemeinsame Deutsche Arbeitsschutzstrategie, GDA), da ultimo nella 4ª edizione del 2022, la considerano parte della normale valutazione, che comprende tutti i rischi di un'attività. La responsabilità resta al datore di lavoro. Può incaricare per iscritto persone affidabili e competenti (§ 13 Abs. 2 ArbSchG). Il consiglio aziendale o il consiglio del personale ha diritti di codeterminazione nell'esecuzione.

Il carico psichico va inteso in senso neutro: tutte le influenze che agiscono dall'esterno sulla persona. Diventa problematico quando porta ad affaticamento, stress o, a lungo andare, a malattie.

I sei ambiti di intervento

Le raccomandazioni GDA attribuiscono le influenze derivanti dal lavoro a sei ambiti:

  • Contenuti e compiti del lavoro, per esempio margine di autonomia, completezza del compito, coinvolgimento emotivo
  • Organizzazione del lavoro, per esempio intensità del lavoro, interruzioni, competenze poco chiare
  • Orario di lavoro
  • Relazioni sociali con colleghi e superiori
  • Attrezzature di lavoro
  • Ambiente di lavoro, per esempio rumore, illuminazione, spazi ristretti

Secondo le raccomandazioni, a livello trasversale tra i settori sono rilevanti soprattutto intensità del lavoro, orario di lavoro, margine di autonomia, relazioni sociali e rumore.

Procedura in sette passi

La procedura è la stessa di ogni valutazione dei rischi: definire aree di lavoro e attività, individuare e valutare i rischi, stabilire e attuare le misure, verificarne l'efficacia e aggiornare la valutazione. In caso di condizioni di lavoro analoghe basta la valutazione di un posto di lavoro o di un'attività.

Per l'individuazione le raccomandazioni indicano questionari ai dipendenti, interviste con osservazione e workshop moderati. Quale metodo sia adatto dipende dalle dimensioni dell'azienda e dall'esperienza. Nelle piccole imprese spesso basta un workshop con uno strumento adeguato, quelle più grandi combinano questionario e workshop.

Le misure che agiscono sulle condizioni di lavoro hanno la precedenza su quelle che mirano solo a modificare il comportamento dei lavoratori. Una migliore pianificazione del personale nei picchi di lavoro di norma è più efficace di un seminario sullo stress. Secondo il § 6 ArbSchG vanno documentati l'esito della valutazione, le misure stabilite e l'esito della loro verifica. Motivi per un aggiornamento sono, per esempio, ristrutturazioni organizzative, segnalazioni di sovraccarico o un aumento evidente dei reclami.

Fonti

Questo articolo offre una panoramica e non sostituisce una consulenza legale. Fanno fede le fonti normative collegate, nella versione di volta in volta vigente.

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