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Costi della CO2 nel rendiconto del riscaldamento 2024: come si ripartiscono tra locatore e inquilino

Dal 2023 i locatori sostengono una parte dei costi della CO2 per il riscaldamento. Cosa deve contenere il rendiconto per il 2024 e quando gli inquilini possono ridurre del 3 per cento.

In questo periodo si stanno redigendo i rendiconti del riscaldamento e dell'acqua calda per l'anno 2024. Chi riscalda con gas o gasolio deve ripartirvi i costi della CO2 tra locatore e inquilino. La base è la legge sulla ripartizione dei costi dell'anidride carbonica (Kohlendioxidkostenaufteilungsgesetz, CO2KostAufG). Si applica a tutti i periodi di rendicontazione iniziati il 1° gennaio 2023 o successivamente, quindi il rendiconto 2024 è il secondo ciclo completo.

Da dove provengono i numeri

I fornitori di combustibili e di calore devono indicare nelle loro fatture le emissioni della fornitura in chilogrammi di CO2, il fattore di emissione, il contenuto energetico e la componente di prezzo relativa ai costi della CO2 (§ 3 CO2KostAufG). Per le forniture del 2024 il prezzo fisso secondo la legge sul commercio delle emissioni dei combustibili (Brennstoffemissionshandelsgesetz) era di 45 euro per tonnellata di CO2, da gennaio 2025 è di 55 euro.

Il modello a scaglioni per gli edifici residenziali

Il locatore calcola le emissioni di CO2 dell'edificio per metro quadrato di superficie abitativa e per anno e arrotonda a una cifra decimale. Il valore viene collocato nella tabella dell'allegato alla legge. Sotto i 12 kg di CO2 per metro quadrato l'inquilino sostiene da solo i costi della CO2. La tabella ha dieci scaglioni e a ogni scaglione aumenta la quota del locatore. Da 32 a meno di 37 kg i costi vengono divisi a metà. Da 52 kg il locatore sostiene il 95 per cento.

Per gli edifici non residenziali vale fino a nuovo avviso una ripartizione a metà (§ 8 CO2KostAufG). Se la tutela dei beni culturali, un obbligo di allacciamento e utilizzo o un regolamento comunale di tutela impediscono una riqualificazione energetica, la quota del locatore si dimezza (§ 9). Queste circostanze devono essere dimostrate dal locatore.

Cosa deve contenere il rendiconto

Secondo il § 7 Abs. 3 CO2KostAufG il rendiconto delle spese di riscaldamento deve indicare la quota dell'inquilino sui costi della CO2, la classificazione dell'edificio e le basi di calcolo. Se mancano, l'inquilino può ridurre la propria quota delle spese di riscaldamento del 3 per cento (§ 7 Abs. 4).

In pratica significa: prima dell'invio verifichi se il fornitore del servizio di rendicontazione ha effettivamente indicato la classificazione e se sono state considerate tutte le fatture dei combustibili del periodo. Se gli inquilini riscaldano autonomamente, per esempio con una caldaia a gas autonoma, devono far valere il proprio diritto al rimborso nei confronti del locatore in forma testuale entro dodici mesi dal rendiconto del proprio fornitore (§ 6 Abs. 2).

Aggiornamento (novembre 2026): con la riforma della legge sull'energia negli edifici (Gebäudeenergiegesetz, BGBl. 2026 I Nr. 226) il CO2KostAufG è stato integrato con i §§ da 5a a 5d. Questi disciplinano una ripartizione a metà dei costi per determinati impianti di riscaldamento installati ex novo ai sensi del § 43 della legge sull'ammodernamento degli edifici (Gebäudemodernisierungsgesetz) a partire dal 2028. Il modello a scaglioni per gli altri edifici residenziali resta invariato. Per il 2026, secondo il BEHG, vale un corridoio di prezzo da 55 a 65 euro per tonnellata.

Fonti

Questo articolo offre una panoramica e non sostituisce una consulenza legale. Fanno fede le fonti normative collegate, nella versione di volta in volta vigente.

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